_____0bnubiland_____

Full of nothing like this place, like the ocean in its grace...

Visione 8d – Quiete
 
 
 
 
F. aveva appena finito il suo racconto. La cenere della sua sigaretta cadeva di tanto in tanto, a causa del tremito della mano. Una tazza di camomilla la stava aspettando e, fosse stato per lei, avrebbe aspettato ancora, magari per l’eternità. Tuttavia la sua attenzione era deviata altrove, pertanto, quasi distrattamente, bevve la camomilla. Aveva voglia di dormire, una voglia matta. Dormire per due o trecento anni. Avrebbe voluto dimenticare, ma sapeva benissimo che era una cazzata, questa. Pertanto si accontentava di dormire, di cadere un po’ in incoscienza. Sarebbe svenuta volentieri.
 
<<Ce l’hai del sonnifero o dei tranquillanti o merda del genere?>>
<<Aspetta che guardo in bagno…>> ed uscì dalla cucina in direzione del corridoio.
 
Nei cinque minuti in cui si trovò sola, consumò un’ulteriore sigaretta fissando la tazza vuota tra le sue mani. Aveva voglia di piangere e di ridere allo stesso tempo, ma non voleva concedersi né l’una né l’altra cosa. Voleva essere forte, e lo sarebbe stata. Aveva voglia di picchiare, ma sapeva che non si sarebbe controllata. Avrebbe fatto una cazzata, e di cazzate, per la giornata, ne aveva fatte anche più del dovuto.
Stava ancora fissando la tazza, con quei disegni in stile greco color ambra e blu che sembravano cingerla, il manico un po’ strano ed il fondo alto quel mezzo centimetro di troppo, quand’ ecco Rachele fece ritorno. Stava osservando il foglietto illustrativo annesso ad una scatola bianca.
 
<<Lexotan Plus si dimostra attivo nel trattamento degli stati di tensione e di agitazione, in quelli di ansia di qualsiasi tipo, anche quando siano associati a depressione del tono dell'umore. Il farmaco è pure indicato bla bla bla... Nell'ambito delle nevrosi Lexotan Plus ottiene risultati eccetera… È pure indicato nei disturbi del comportamento con irritabilità ed impulsività e risulta …mmmh… agisce negli stati spastici della muscolatura striata di origine centrale. Le ben-zo-dia-pezine, no, benzo-dia-zepine sono indicate soltanto quando il disturbo è grave, disabilitante o sottopone il soggetto a grave disagio.>>
<<Roba forte, cazzo.>>
<<Non ho nient’ altro di simile. Cazzo, non so neanche come faccia ad avere ‘sta schifezza qua, mia mamma>>
<<Vabbè, che me ne frega, dammi qua>>
<<Aspetta, ti prendo un po’ d’acqua>>
<<Grazie>>
 
Bevette. Dopo qualche altra sigaretta, il tranquillante cominciò a fare effetto ed F. andò a coricarsi.
Rachele si distese sul divano, nel soggiorno, davanti alla tv impostata su mute. Il tavolino in vetro al centro della zona soggiorno era ingombro di riviste varie, di un portacenere, dei loro due cellulari e del pacchetto di sigarette. Da quest’ultimo estrasse tutto il contenuto, ovvero l’ultima. Per fortuna ne aveva un altro, in camera da letto. Valutò se girarsi un joint o meno. Optò per la sigaretta e basta. Il rassicurante ed estatico sfrigolio della prima boccata corruppe quasi infinitesimalmente il silenzio catatonico della stanza. In generale, quell’arredamento in stile moderno non risultava essere dei più caldi. Pur essendovi infatti almeno venticinque gradi, là dentro, non aveva rinunciato alla sua sciarpa, come di consueto. Se l’aggiustò meglio al collo. Si discostò la solita ciocca dagli occhi. La caviglia le doleva un po’, e per un paio di minuti se la massaggiò adagio, insieme ai polpacci.
Poi si mise a pensare.
Allora, punto primo i miei non devono vederla. Quel livido non promette niente di diverso da una para mortale. Potrebbe mentire sulla storia del fumo, magari dicendo che era un maniaco che voleva violentarla. Solo che andrebbero dalla polizia e, sconvolta com’è, la F. può tradirsi e casca il palcoscenico. La porto a casa. Sì, con quale macchina? Chiamo qualcuno? Nicola. gE ci metterebbe sei mesi ad arrivare. E poi? E poi la portano a casa. Magari sta un giorno da gE o dalla Samantha per riprendersi, così i suoi non si accorgono. Ok, può andare. Lo chiamo.
 
Spense la sigaretta nel portacenere e allungò il braccio quel tanto che bastava per afferrare il cellulare. La ricezione era al minimo, ma non se ne avvide, poiché un paio di secondi dopo la comunicazione venne stabilita.
 
<<Pronto ciao Nicola, è successo un casino…>>
 
 
 
 
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