_____0bnubiland_____

Full of nothing like this place, like the ocean in its grace...

Visione 8c –
Quando la nebbia è tutto e non ti rimane che aver paura
 
 
gE stazionava sul divano, intento a fissare le molecole d’ossigeno di fronte a lui. Ascoltava attento il racconto di Rachele, come anche Nicola e Samantha. Fuori c’era un gran nebbione.
Dall’appartamento posto sull’attico di un palazzo jesolano, ovvero dalla dimora estiva della famiglia della Rachele, si godeva di una vista magnifica, di solito. Non quella volta, ovviamente. Si distingueva a malapena il palazzo adiacente, i lampioni stentavano a bucare quel bianco uniforme, l’aria era liquida e fredda come il sangue di un eroe scandinavo. Il mare innalzava il suo consono maestoso canto notturno, schiaffeggiando gli scogli come da millenni a quella parte, abbandonato da tempo dal vento marino, il quale sembrava un ricordo in tale paesaggio di immobilità glaciale. Di rado si udiva un qualche veicolo attraversare le strade addormentate.
Rachele stava raccontando del litigio avuto con F., di come costei aveva approfittato di un semaforo rosso per scendere dall’auto, lasciando Rachele (alla guida) ad imprecare. Non poteva lasciare la macchina lì nel bel mezzo della strada, e non valeva la pena cercare un fottuto parcheggio quando ti trovavi a mezzo chilometro dall’appartamento. Rachele raccontò di come decise di dirigersi a casa senza F., proprio perché con due passi la sfuriata sarebbe passata ad entrambe. Niente pugni, quella volta. Proseguì riferendo ciò che F. stessa le aveva in seguito rivelato, una volta giunta trafelata e sconvolta in appartamento. Sconvolta dall’uomo che aveva cercato di bloccarla. E poi anche dall’altro uomo. E del fumo, che ora stazionava sul tavolo, dentro un sacchetto di nylon. Rachele continuava a fumare la sua Marlboro.
 
<<Come sta ora?>>
<<Dorme>> rispose R.
<<Cosa facciamo?>> chiese Samantha.
<<Dobbiamo portarla a casa>> incalzò Nicola.
<<Prima che arrivino i miei, possibilmente.>>
<<Per che ora saranno qui?>>
<<Boh. Magari tra mezz’ora, magari tra due. Il punto è che se ci sgamano iniziano a fare domande e magari si inventano di portarla al pronto soccorso.>>
<<Beh, a dire il vero la porterei al pronto soccorso. Potrebbe averle spezzato un braccio, che cazzo ne sai?>>
<<E’ solo un livido, Samantha…>>
<<No. Non possiamo. Poi bisognerebbe raccontare tutto, compresa la storia del fumo. Capitooo?>>
<<Cazzo è veeero…>>
 
Spense la sigaretta. Un infinitesimo dopo, si spensero anche tutte le luci.
<<Demonio porno, anche la corrente adesso. Dov’è il salvavita?>>
<<Sì, il salvavita con che temporale? Non è il salvavita>>
<<Ok, grazie Nicola per il corso accelerato di fisica applicata. Dove porkajuve è il contatore?>>
 
Un rumore. Alla porta.
Bisbigliando <<Chi cazzo è? Non possono essere i miei>> e ad alta voce <<Mammana! Papàààà! Siete arrivati? È andata via la luce!>>
Nessuna risposta.
La luce del cellulare della Samantha illuminò debolmente il locale.
Si riunirono all’ingresso. Rachele osservò dallo spioncino. Intravide un fioco fascio luminoso, indubbiamente quello di una torcia.
<<Cazzo c’è qualcuno>>
Un ulteriore rumore, di passi questa volta, dall’esterno, dalla terrazza. Dalla persiana abbassata fino a 10 cm dal suolo spuntò prima uno scarpone nero, poi, oltre al suo simmetrico, anche le estremità di un paio di guanti da motociclista. Qualcuno stava cercando di entrare.
<<Cristo! Sono loro! Ma da dove cazzo son entrati?>>
 
Erano entrati passando dalla botola che dal corridoio andava in soffitta e poi dalla soffitta al tetto. Dal tetto alla terrazza.
Rumori di scassinamento dalla porta.
 
<<Merdaaaaa il cellulare non prende!!!>>
<<Cazzo neanche il mio!!!>>
<<Andatevene stronzi pezzi di merda teste di cazzooooooo>>
<<Il telefono normale! Rachele, dov’è?>>
<<E’ muto pure questo!!!>>
 
I ragazzi cominciarono ad urlare quasi all’unisono. Poi fu panico.
 
 
xxxxxxxxXXXXXcontinuaXXXXXxxxxxxxx
 

Postato da: gE0013  | link | commenti |

 

 


Commenti
 

Ultimi Commenti

 gE0013 in    &n...
Darklands in    &n... 

 

Contatore

visitato *loading* volte

Link

*Butterflies and Zebras*
cibi cotti da casa
Stories Of Nobodies