_____0bnubiland_____

Full of nothing like this place, like the ocean in its grace...

VISIONE 3: LA CADUTA DI UN UOMO
 
 
1.75 METRI DAL SUOLO
I bicchieri tintinnavano di cubetti di ghiaccio, il brandy comprato per l’occasione ancora sigillato stazionava al centro del vassoio bagnato argento, le ciliegine dal rosso impossibile aspettavano solo di essere degustate (ciliegine col brandy?). Teneva in mano il vassoio con entrambe le mani, camminando non troppo celermente, cauto comunque nel procedere (che figura di merda rovesciare tutto sul più bello, ed in quei casi, tutto è bello). La cucina in stile moderno era stata arredata da un vero artista nel suo campo; ma ovviamente la soggettività dei gusti è quasi retorica. Il salotto, come da must, era stato arredato dal medesimo professionista: il tappeto dai caldi colori, il divano in pelle bordeaux, il tavolino ricavato da un frantoio egiziano, il caminetto, la lampada a stelo dalle agili sembianze. Lei, la ragazza, era ancora più bella in quello scenario.
Fu infatti su di lei che gli occhi dell’uomo in caduta si posarono, ignorando così l’insignificante risvolto del tappeto. Inciampò.
1.00 METRI DAL SUOLO
L’uomo in caduta cominciava a rendersi conto dell’accaduto: era, in quel preciso istante, proprio in quel preciso istante, nella situazione che più temeva. Stava facendo una figura di merda davanti a lei. Con tutta la fatica che aveva fatto, con tutto il tempo che aveva perso per preparare a puntino la serata, facendo una stima accurata dei tempi, scegliendo le canzoni adeguate da mettere allo stereo, preoccupandosi addirittura di effettuare una ricerca in internet per farsi consigliare la sequenza di canzoni più adatta per andare a segno a colpo sicuro. Si era fatto una lampada. Aveva portato il vestito in tintoria. Aveva comprato un nuovo paio di scarpe. Era andato dal barbiere, quell’effemminato mangiarane del cazzo che andava tanto tra tutti quelli che contano. Tutto ciò praticamente sprecato.
0.75 METRI DAL SUOLO
Ma forse si stava preoccupando per niente: magari sarebbe riuscito a tenere in equilibrio il vassoio. In fondo, l’importante era impedire alla bottiglia di infrangersi sul caminetto. In fondo, i bicchieri erano spessi e resistenti, non erano di cristallo come sembravano. In fondo, chi se ne fotte delle ciliegine.
0.50 METRI DAL SUOLO
Ma sì! Era sicuro: avrebbe afferrato la bottiglia al volo. Anzi, quasi quasi quello era un imprevisto che avrebbe allentato un po’ la tensione generale…poteva addirittura giocare a suo favore. Alle donne non piacciono gli uomini troppo sicuri, ma quelli che se la sanno cavare in ogni evenienza, che ne vengono fuori puliti in ogni caso. Cazzo, sì, era lui, era lui!
0.25 METRI DAL SUOLO
La sua mano era scattata! Nella sua mente, solo nella sua mente, la bottiglia era stretta nel suo pugno. Nella sua mente ne sentiva la liscia superficie a contatto con i polpastrelli, sentiva l’aderenza formatasi dalla sua micidiale presa con il pezzo di vetro. Nella sua mente stava quasi già pensando alla battuta che avrebbe sfoggiato alla bella ragazza per sdrammatizzare / sdrammatizzarsi. Nella sua mente induceva il suo atletico corpo a compiere il movimento rotatorio che gli avrebbe permesso di atterrare senza problemi sulla spalla sinistra, poiché la ragazza si trovava alla sua destra. Tutto ciò nella sua mente.
0.15 METRI DAL SUOLO
In effetti in quelle misere frazioni di secondo la sua mente aveva realizzato la maggior parte delle azioni istintive necessarie al fine di ottenere i risultati sperati. No, non sperati, lui non sperava, lui voleva. La parte istintiva della sua mente aveva agito quasi alla perfezione, come al solito. Tutto ciò lui riuscì a percepirlo, anche solo a livello minimo di coscienza, ma riuscì a percepirlo e stava già cominciando a compiacersene.
0.05 METRI DAL SUOLO
Fu con la coda dell’occhio che la sua mente fu allarmata dalla variabile imprevista. E, come prima, la sua mente registrò con impressionante perizia la situazione che si stava venendo a formare. Peccato che tanta fulmineità era sprecata dinanzi all’immensa certezza di immortalità sottointesa che l’uomo aveva imparato ad accrescere nella parte razionale della sua mente. Nella sua mente, ad essere sinceri, si era già formata l’idea grezza del dolore, quel piccolo apice di immensità percettiva che era il dolore, quel fantomatico mostro che era il dolore. Quello spauracchio da eliminare una volta giunto sulla soglia del pensiero razionale. L’idea della morte imminente venne così scartata.
0.00 METRI DAL SUOLO. ATTENZIONE: GRADO DI APPROSSIMAZIONE PARI ALLO SPESSORE DEL BORDO DI UN CAMINETTO.

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